Comunali 2025 

Campagna elettorale, battaglia sul manifesto femminista su quello di Piciocchi e sulla condivisione di foto di bimbi con assessori sui social dei politici

Lega: «Gesto di censura e intolleranza. Salis si dissoci». Bruzzone (Pd): «Rivendico il messaggio del manifesto. Già che siamo in temi etici, le foto dei bambini a scuola con assessori della Lega che fanno marketing elettorale esponendo le immagini coi volti dei minori sulla propria bacheca social sono un gesto di elegante e sottile strategia politica?»

«La Lega condanna fermamente il gesto di censura e intolleranza avvenuto nelle strade della nostra città, dove un manifesto del candidato sindaco di centrodestra, Pietro Piciocchi, legittimamente esposto, è stato coperto – si legge in una nota del partito -. La foto che mostra il manifesto di Piciocchi ricoperto da un altro manifesto è stata inoltre condivisa sui social da alcuni esponenti del Pd attualmente eletti. Un atto del genere non solo è illegale, ma rappresenta un inaccettabile attacco alla libertà di espressione, principio fondamentale della nostra democrazia. La politica deve essere confronto e dibattito, non imposizione e censura. Chiediamo pertanto che i rappresentanti della sinistra e in particolare la loro candidata alle prossime elezioni Amministrative prendano le distanze da questo atto vergognoso, dissociandosi pubblicamente da chi si è reso protagonista di un gesto antidemocratico. La Lega continuerà a difendere il diritto di ogni cittadino e forza politica di esprimere le proprie idee, sempre nel rispetto delle regole e del pluralismo».

«Quello che trovo deprecabile da consigliera di opposizione eletta democraticamente in quell’aula è che invece di contestare il contenuto che richiama a responsabilità precise si attacca e devia a gesto di odio e censura verso il facenti funzioni, perché siete ossessionati dalla campagna elettorale, calmatevi. State sereni e sostate pure sotto quella roba con le bamboline che fa tanto pinkwashing* che le streghe sono altre – commenta la consigliera comunale del Pd Rita Bruzzone sui social -. Ma per essere precise quello che condivido è il pensiero del manifesto, l’ho portato in quell’aula e lo rivendico. Comunque, già che siamo in temi etici, mi chiedo se invece le foto dei bambini a scuola con assessori della Lega che fanno marketing elettorale siano un gesto di elegante e sottile strategia politica soprattutto se vengono pubblicate sulle loro pagine e chiedo se ne dissoci (visi che io ho coperto)».

Sulla bacheca di Rita Bruzzone un genitore scrive: «E che vogliamo dire del carnevale genovese propinato in tutte le scuole elementari con tanto di consegna di diplomino a tutti gli alunni firmato dall’ assessore alla “tradizione genovese”?».

Il manifesto è quello dell’associazione femminista “Non Una di Meno” e recita: «L’educazione sessuale si fa a scuola, non in chiesa”


*Pinkwashing è una parola formata dalla crasi tra “pink”, rosa, e “whitewashing”, imbiancare o nascondere. Questa parola è stata usata per la prima volta da un’associazione per la lotta del cancro al seno per identificare le aziende che fingevano di sostenere le persone malate di cancro al seno, guadagnando dalla loro malattia. Sovente indica, in senso più ampio, il promuovere un prodotto o un ente attraverso un apparente atteggiamento di apertura nei confronti dell’emancipazione femminile[3] o del mondo gay, anche se, in tal caso, una simile tecnica può essere identificata con un termine più specifico, rainbow washing


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